L'unica certezza è l'incertezza

25 Luglio 2012 By In Articoli

Di Riccardo Varvelli e Maria Ludovica Lombardi - Dalla App 4Training 25/07/2012
 

L’intenzione di questa rubrica è quella di familiarizzare il lettore con l’idea del “dubbio dilemmatico” come situazione normale dell’agire, premessa (prima) e modalità di realizzazione (poi) di ogni decisione (che comunque si deve prendere); abituarlo alla convivenza con la costante incertezza allenandolo ad un nuovo modo di pensare fatto di: “Questo o quello?”; “E sé…?”; “Ma sé…!”; “E poi…?”; “Sarà così…?”.

L’intelligenza manageriale ha già fatto due passi ma ora deve compiere il terzo. È già passata dal “pensiero deterministico” caratterizzato da ragionamenti basati sulla conoscenza tecnica e sull’esperienza e interpretato alla luce di regole precise e modelli ben definiti, al “pensiero  probabilistico” caratterizzato da ragionamenti basati sulla probabilità di accadimento e su criteri approssimativi e talvolta grossolani.

È il momento oggi di abbandonare entrambi gli approcci e di accettare di ragionare secondo il “pensiero aleatorio” basato sulla incertezza e sulla flessibilità delle decisioni frequentemente messe in dubbio da nuovi e improvvisi accadimenti. Si tratta in fondo di riconoscere come corretto quello che folte schiere di pensatori da Cartesio a Bertrand Russel hanno scritto e detto negli ultimi quattrocento anni.

 

“Il dubbio è la caratteristica della statura umana”

Charles Ramuz (1878 – 1947)

 

 

 

“Avere sempre ragione non avere mai dubbi:

non sono queste le grandi qualità

con le quali la stoltezza governa il mondo?”

William Thackeray (1811 – 1863)

 

 

 

“Il problema è che i fanatici

sono estremamente sicuri di loro stessi

mentre le persone sagge sono piene di dubbi”

Bertrand Russel (1872 – 1970)

 

 

 

 

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