Fare ordine nel caos

11 Marzo 2013 By In Articoli

Di Riccardo Varvelli e Maria Ludovica Lombardi - Dalla App 4Training 11/03/2013
 
Una volta si diceva: “se non si sa dove andare è inutile partire”. Adesso qualcuno è convinto (come noi) che in una situazione di massima incertezza come quella odierna conviene comunque partire. Durante il viaggio si troverà man mano la soluzione migliore per procedere.

Quando si è nel caos più totale (o nella nebbia) la soluzione peggiore è stare fermi ed aspettare. Può darsi che muovendosi ci si allontani dall'occhio del ciclone o dal centro della massima turbolenza. Può darsi che spostandosi si acquisisca qualche informazione utile a capire dove ci si trova. Può darsi che andando a caso si imbocchi anche la direzione giusta e provando e riprovando si possano almeno escludere alcune direttrici.

Tre anni fa avevamo presentato uno schema che correlava le condizioni di mercato di riferimento con il modello organizzativo e la tecnica direzionale più adatta ad affrontarlo. Avevamo immaginato tre condizioni di mercato: Stabile, Dinamico e Turbolento e avevamo proposto che:

1) a Mercato prevalentemente Stabile poteva corrispondere il Modello Burocratico (Direzione per Norme e per Procedure);
2) a Mercato prevalentemente Dinamico poteva corrispondere il Modello organizzativo che privilegia gli Obiettivi e la Direzione per Risultati;
3) a Mercato prevalentemente Turbolento poteva corrispondere il Modello organizzativo basato sui Principi e sui Valori aziendali.

Non tenevamo conto, allora, del quarto stato, quello attuale, quello caotico dove:
a) Norme e Procedure sono più di impiccio che di aiuto;
b) gli obiettivi annuali vengono vanificati nel giro di poche settimane e quindi perdono di affidabilità;
c) i Principi ed i Valori non bastano per affrontare la caoticità di mercato (e alcuni di essi devono essere trascurati o temporaneamente dimenticati).

La crisi economica del 2009 ha prodotto qualcosa che va oltre la già nota turbolenza di mercato. Ha creato una situazione tale per cui ogni tentativo di fare il punto della situazione viene immediatamente negato e ogni obiettivo viene rapidamente smentito. Si è nel caos, appunto.

Ma anche il “caos” ha il suo modello organizzativo ed il suo metodo direzionale, che è quello “serendipico”, dall’inglese serendipity (vedi Figura A).
Il termine “serendipico” deriva da “Sarandip”, antico nome persiano di Ceylon (l'attuale Sri Lanka) e prende le mosse dal racconto di Cristoforo Armeno vissuto nel XVI secolo intitolato: “Pellegrinaggio di tre giovani, figli del re”. Costoro furono mandati dal padre Giaffer a “vedere il mondo” affinchè si preparassero alla successione al trono. Ad essi il re ordinò: “Fate che in termine di giorni otto abbiate ad uscir fuori dei confini dell'impero mio” e senza altri obiettivi li fece partire sicuro che qualunque accadimento li avrebbe resi forti. Tutto il peregrinare dei re fratelli fu pieno di improvvisazione e di sorprese; ed essi sopravvissero grazie allo spirito di pronta risposta, al loro intuito ed alla loro capacità di sfruttare al meglio ogni situazione anche se irta di pericoli. Tornarono dal padre morente, forti delle loro avventure, giusto in tempo per raccogliere la sua eredità e non la sua esperienza. Abituati ad ogni imprevisto furono migliori del padre”.

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